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Conformità · Italia · Acustica dei Pavimenti

Acustica dei Pavimenti SPC e LVT in Italia — DPCM 5/12/1997

Di Ecoflors Editorial · Produttore diretto · Changzhou, Cina · Aggiornato 2026 · Lettura ~12 min
In sintesi per il progettista

Il DPCM 5 dicembre 1997 stabilisce che il livello di rumore di calpestio L’n,w non deve superare i 63 dB tra unità immobiliari diverse negli edifici residenziali. Per un pavimento vinilico in edilizia plurifamiliare, questo si risolve con una soluzione di pavimento flottante: SPC + lamina acustica, il cui contributo di riduzione del calpestio (ΔLw) si somma al sistema. Ecoflors fornisce il rapporto EN ISO 717-2 su richiesta. Questa guida spiega il limite, gli indici, la soluzione costruttiva e perché il valore finale si conferma sempre con la verifica in opera.

Insieme alla reazione al fuoco (Euroclassi, Bfl-s1), l’acustica è il secondo grande requisito normativo che decide se un pavimento può essere installato in un edificio residenziale in Italia. E a differenza del fuoco — dove il prodotto porta con sé una classe fissa — l’acustica è un risultato di sistema: dipende dal pavimento, dalla lamina inferiore, dal solaio e dalla posa. È la parte che genera più confusione tra gli importatori e, allo stesso tempo, quella dove una documentazione corretta fa la differenza.

Questa guida spiega cosa richiede esattamente il DPCM 5/12/1997 ai pavimenti, cosa significano gli indici acustici, come si costruisce una soluzione di pavimento flottante con l’SPC e perché qualsiasi valore di miglioramento acustico va letto come una cifra da confermare in opera, non come una garanzia chiusa. Per il contesto generale, vedi la pagina Ecoflors per l’Italia e la guida complementare sulla reazione al fuoco Bfl-s1.

Il limite che conta: L’n,w ≤ 63 dB

Il DPCM 5/12/1997 stabilisce, per il rumore di calpestio tra unità immobiliari, un limite quantitativo chiaro. L’indice di valutazione del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato, L’n,w, misurato in un ambiente abitativo diverso da quello in cui il rumore si origina, non può superare i 63 dB.

≤ 63 dB
L’n,w massimo secondo DPCM 5/12/1997. È l’indice del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato rispetto all’assorbimento acustico, per gli edifici residenziali. Un valore più basso significa migliore isolamento — meno rumore di calpestio trasmesso al vicino del piano di sotto.

Conviene capire cosa misura questo indice. Il rumore di calpestio è quello generato colpendo direttamente il pavimento — passi, caduta di oggetti, trascinamento di mobili e sedie — e si trasmette per via strutturale (non per via aerea) all’ambiente sottostante. È diverso dal rumore aereo (voci, TV), che il DPCM regola con altri indici (R’w tra unità, D2m,nT,w di facciata). Per i pavimenti, il protagonista è il rumore di calpestio.

Requisito DPCM 5/12/1997 (edifici residenziali)IndiceLimite
Rumore di calpestio (pavimenti)L’n,w≤ 63 dB (max)
Rumore aereo tra unità immobiliariR’w≥ 50 dB (min)
Isolamento di facciataD2m,nT,w≥ 40 dB (min)
Massimo o minimo? attenzione al segno

Una distinzione che evita errori di lettura: L’n,w è un limite MASSIMO (non si deve superare), mentre R’w e D2m,nT,w sono limiti MINIMI (non si deve scendere sotto). Per il calpestio, quindi, l’obiettivo è un valore basso: meno energia di impatto trasmessa, meglio è. Il DPCM si applica agli edifici con concessione edilizia successiva al 20 febbraio 1998 e alle ristrutturazioni che rifanno le partizioni orizzontali o verticali.

Gli indici acustici, in parole chiare

L’acustica edilizia usa una notazione che intimidisce, ma per un pavimento i concetti chiave sono pochi. Questi sono quelli che compaiono nella documentazione:

L’n,w
Livello di calpestio in opera
L’indice che il DPCM limita a ≤ 63 dB. Si misura in opera (a edificio ultimato) secondo UNI EN ISO 16283-2. È il risultato finale che deve essere rispettato.
ΔLw
Miglioramento del pavimento flottante
La riduzione del rumore di calpestio apportata da una soluzione flottante (pavimento + lamina) rispetto al solaio nudo. Si determina in laboratorio e si esprime secondo UNI EN ISO 717-2.
Ln,w
Livello normalizzato in laboratorio
Il livello di calpestio del sistema misurato in laboratorio (UNI EN ISO 10140). È il dato di catalogo; il risultato reale in opera (L’n,w) dipende anche dalla posa e dalle trasmissioni laterali.
UNI EN ISO 717-2
Norma di valutazione
La norma che definisce come si calcola l’indice globale di isolamento al calpestio a partire dalle misure per frequenza. È il rapporto che Ecoflors fornisce su richiesta.
La distinzione che evita errori

Il valore di laboratorio (ΔLw, Ln,w) non è il valore richiesto in opera. Il DPCM richiede il rispetto in opera (L’n,w ≤ 63 dB), che dipende dal solaio, dalla posa e dalle trasmissioni laterali. Un buon prodotto con una lamina adeguata è condizione necessaria, ma la conformità finale si verifica con la misura in opera. La documentazione del fabbricante supporta il progetto, ma non sostituisce la verifica in opera quando è richiesta.

La soluzione: pavimento flottante con SPC + lamina acustica

Il modo standard per ridurre il rumore di calpestio di un pavimento in edilizia plurifamiliare è una soluzione di pavimento flottante: il pavimento non è incollato rigidamente al solaio, ma posato su una lamina elastica che smorza la trasmissione dell’energia di impatto alla struttura. Per l’SPC, questo si traduce in un sistema a strati:

1
Pavimento SPC Click
Doga rigida con nucleo SPC, posata flottante a incastro (click) — senza incollaggio al solaio.
2
Lamina acustica (IXPE ad alta densità)
Strato elastico che smorza l’energia di impatto prima che raggiunga il solaio. È quello che apporta la maggior parte del ΔLw.
3
Fascia perimetrale elastica
Desolidarizza il pavimento dalle pareti per evitare ponti acustici dai bordi. Indispensabile per il funzionamento del sistema.
4
Solaio di base
Laterocemento o calcestruzzo. La sua massa e il suo comportamento influenzano il risultato finale in opera.

In questo sistema la lamina acustica è il componente che più contribuisce a ridurre il rumore di calpestio. Una combinazione tipica di SPC da 6mm con una lamina acustica adeguata apporta un miglioramento del calpestio dell’ordine di ~18 dB di ΔLw — ma questo è un valore orientativo di sistema, da confermare sempre con il rapporto di prova della configurazione concreta.

Perché non diamo un numero chiuso

Il miglioramento acustico di un sistema flottante non si ottiene sommando i contributi dei singoli strati: il ΔLw di un sistema è una proprietà del sistema, non la somma delle parti. Per questo questa guida parla di un valore “dell’ordine di 18 dB” come riferimento, e non di una cifra garantita. Il valore valido per il vostro progetto è quello del rapporto UNI EN ISO 717-2 della combinazione esatta di pavimento e lamina che andrete a posare. Ecoflors fornisce quel rapporto su richiesta.

Verifica in opera e classificazione acustica (UNI 11367)

Il rispetto del DPCM 5/12/1997 si verifica, quando previsto, mediante misura acustica in opera secondo UNI EN ISO 16283-2, eseguita a edificio ultimato. Le prestazioni si valutano prima in fase progettuale con i metodi di calcolo previsionale (UNI EN ISO 12354) e poi si confermano in opera. Un chiarimento del Ministero dell’Ambiente del 2014 ha precisato che i solai interni alla stessa unità immobiliare non sono soggetti al limite di calpestio quando ambiente sorgente e ambiente ricevente appartengono allo stesso soggetto.

Oltre al requisito cogente del DPCM, esiste la norma volontaria UNI 11367, che permette la classificazione acustica degli edifici in classi prestazionali. È sempre più richiesta nei capitolati di edilizia residenziale di qualità e negli immobili che puntano a un posizionamento premium — un dato utile per i distributori che servono il segmento residenziale alto.

Cosa fa la differenza in cantiere

La corretta esecuzione della fascia perimetrale è tanto importante quanto il materiale. Una giunzione perimetrale mal eseguita crea un ponte acustico che riduce sensibilmente l’efficacia del sistema, indipendentemente dalla qualità della lamina. Ecoflors fornisce la scheda tecnica di posa acustica con ogni spedizione destinata a progetti plurifamiliari.

Acustica e riscaldamento a pavimento: compatibili, con criterio

Nell’edilizia residenziale di nuova generazione è sempre più frequente combinare il riscaldamento a pavimento con il requisito acustico del DPCM. L’SPC è compatibile con entrambi, ma il sistema va progettato con criterio: la lamina acustica e lo strato sotto il pavimento influenzano sia la resistenza termica (che deve restare bassa perché il riscaldamento a pavimento sia efficiente) sia l’isolamento al calpestio. Sono due obiettivi da bilanciare nella scelta degli strati. Vedi la guida tecnica su SPC e riscaldamento a pavimento.

Riepilogo conformità acustica

Limite rumore di calpestio (DPCM 5/12/1997)L’n,w ≤ 63 dB
Norma di valutazioneUNI EN ISO 717-2
Misura in operaUNI EN ISO 16283-2
Calcolo previsionaleUNI EN ISO 12354
Classificazione (volontaria)UNI 11367
SoluzionePavimento flottante SPC + lamina
Miglioramento ΔLw (orientativo)~18 dB · da confermare in prova
Rapporto acusticoUNI EN ISO 717-2 · su richiesta

Domande Frequenti

Qual è il limite di rumore di calpestio per i pavimenti in Italia?

Il DPCM 5 dicembre 1997 stabilisce che l’indice del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato, L’n,w, non deve superare i 63 dB tra unità immobiliari diverse negli edifici residenziali. È un limite massimo, verificato in opera secondo UNI EN ISO 16283-2. Si applica agli edifici con concessione edilizia successiva al 20 febbraio 1998 e alle ristrutturazioni che rifanno le partizioni orizzontali o verticali.

Il pavimento SPC rispetta da solo il DPCM 5/12/1997?

L’acustica è un risultato di sistema, non di un singolo prodotto. L’SPC rispetta il requisito quando è posato come pavimento flottante con una lamina acustica adeguata su un solaio appropriato e con la posa corretta (fascia perimetrale, niente ponti acustici). Il rispetto finale del L’n,w ≤ 63 dB si verifica in opera e dipende anche dal solaio e dalle trasmissioni laterali. Ecoflors fornisce il rapporto UNI EN ISO 717-2 del sistema su richiesta.

Che miglioramento acustico (ΔLw) apporta l’SPC con lamina acustica?

Una combinazione tipica di SPC da 6mm con una lamina acustica adeguata apporta un miglioramento del calpestio dell’ordine di 18 dB di ΔLw, come valore orientativo di sistema. Non è una cifra garantita: il miglioramento di un sistema flottante non si ottiene sommando gli strati. Il valore valido per un progetto è quello del rapporto UNI EN ISO 717-2 della combinazione esatta di pavimento e lamina, che Ecoflors fornisce su richiesta.

Che differenza c’è tra Ln,w di laboratorio e L’n,w in opera?

Il Ln,w è il livello di calpestio misurato in laboratorio (UNI EN ISO 10140) — il dato di catalogo del sistema. Il L’n,w (con l’apice) è il livello misurato in opera a edificio ultimato (UNI EN ISO 16283-2), ed è ciò che il DPCM richiede di rispettare (≤ 63 dB). Il valore in opera dipende anche dal solaio, dalla posa e dalle trasmissioni laterali, quindi il dato di laboratorio orienta il progetto ma non garantisce da solo il risultato in cantiere.

Il DPCM si applica anche alle ristrutturazioni?

Sì, in molti casi. Il DPCM 5/12/1997 si applica agli edifici con concessione edilizia successiva al 20 febbraio 1998 e, secondo l’interpretazione prevalente, anche alle ristrutturazioni che prevedono il rifacimento anche parziale di partizioni orizzontali o verticali (solai, pareti divisorie) o la suddivisione di unità immobiliari. Un chiarimento del 2014 ha precisato che i solai interni alla stessa unità immobiliare non sono soggetti al limite di calpestio. La valutazione del caso concreto spetta al tecnico competente in acustica.

Cos’è la classificazione acustica UNI 11367 e perché interessa?

La UNI 11367 è una norma volontaria che permette di classificare gli edifici in classi acustiche prestazionali, andando oltre il requisito cogente del DPCM. È sempre più richiesta nei capitolati di edilizia residenziale di qualità e negli immobili a posizionamento premium. Per i distributori che servono il segmento residenziale alto, disporre della documentazione acustica del sistema (rapporto UNI EN ISO 717-2) facilita la prescrizione in progetti che puntano a una buona classe acustica.

Si può combinare il riscaldamento a pavimento con il requisito acustico?

Sì. L’SPC è compatibile sia con il riscaldamento a pavimento sia con il requisito acustico del DPCM, ma il sistema va progettato bilanciando due obiettivi: mantenere bassa la resistenza termica (per l’efficienza del riscaldamento) e ottenere un buon isolamento al calpestio. La scelta della lamina deve tenere conto di entrambi. Per il dettaglio termico, vedi la guida su SPC e riscaldamento a pavimento.

Rapporto UNI EN ISO 717-2 · Documentazione per l’Italia
Ti serve la documentazione acustica per un progetto in Italia?

Ecoflors fornisce pavimenti SPC e LVT per soluzioni di pavimento flottante conformi al DPCM 5/12/1997, con il rapporto UNI EN ISO 717-2 del sistema disponibile su richiesta. Richiedi la documentazione acustica e un preventivo FOB per il tuo progetto plurifamiliare.



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